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Ibogaine

Relazione sulla sessione di trattamento per l’interruzione della dipendenza da oppiacei.

Marco Dal Porto

La persona che si sottopone volontariamente all’esperienza è un maschio, bianco, di 34 anni alto 1,95m, peso 72 kg e per convenienza lo chiamerò “Y”.
“Y” da più di dieci anni fa uso di stupefacenti(1), in quest’ultima settimana prendeva 75mg di metadone e faceva uso saltuario di eroina, cocaina e più frequentemente di sostanze allucinogene.
L’ultima assunzione di metadone è stata alle ore 12.00 di venerdì 12, non ha usato altre sostanze stupefacenti e dalla sera deve rimanere digiuno per il trattamento che avverrà il giorno seguente.
E’ impaziente e ottimista, ha conosciuto una persona che dopo il trattamento con l’ibogaina è rimasta “pulita” (senza farsi) per un mese.
Ore 9.00 sabato 13/12/1997
“Y” riceve, per via orale, una dose di 1.6g di ibogaina estratto, 23 mg per kg, disciolta in acqua e addolcita con succo di limone.
Dopo 1/2 ora si sente diventare “leggero” e sente un formicolio sulla punta delle dita delle mani, l’operatore gli suggerisce che farebbe meglio a sdraiarsi sul letto e chiudere gli occhi.
Alle ore 10.00 le uniche risposte che si riesce ad avere sono dei sorrisi e “is great”.
L’operatore spiega che nelle prime ore dopo l’assunzione è molto difficile alzarsi dal letto e se si deve andare in bagno si ha bisogno di qualcuno per sostenerci. Non si riesce a fumare e il fumo infastidisce.
Dopo la prima ora ha sentito il bisogno di vomitare, ma si è trattenuto su consiglio dell’operatore.
Così dopo due ore.
Ore 12.00
Infine dopo tre ore non ce l’ha fatta più, ha rigettato e dopo si sentiva meglio.
L’operatore spiega che se avesse rigettato più presto non avrebbe assorbito abbastanza ibogaina per una esperienza completa, nel caso che osserviamo è stato sicuramente assorbito il 90% e quindi è abbastanza.
Due test sul vomito sono positivi all’ibogaina.
“Y” preferisce stare sdraiato a letto, al buio ed in silenzio. Non riesce a parlare bene.
Ore 13.45
E’ ancora sdraiato, al buio, in silenzio senza parlare o altro, ma sveglio.
Ore 16.30
E’ sempre sdraiato, al buio e con gli occhi chiusi, ma adesso riesce a parlare un poco e quando lo fa riesce a farsi capire, è più lucido delle prime ore.
Ha chiesto del tè. Non si è alzato nemmeno una volta.
Ogni tanto sbadiglia e ha dei brividi (leggeri sintomi di astinenza o effetti dell’ibogaina).
Ore 17.30
Ora parla di più, sembra un po’ suonato, ma ha un sorriso stampato in faccia, descrive le immagini che gli appaiono in mente quando chiude gli occhi e vede facce di gente conosciuta e non, parla di galassie vicine e lontane e di viaggi attraverso di esse. Rimane sempre sdraiato e dopo aver parlato un po’ chiude gli occhi come a dire: “ora lasciatemi in pace”.
Nessun marcato sintomo di astinenza, inquietudine o agitazione riguardo al fatto che da più di 30 ore non ha fatto uso di oppiacei o di metadone.
Sembra molto rilassato. Ha smesso di avere sbadigli e brividi.
Ore 20.00
Ha chiesto una sigaretta e l’ha fumata a metà, continua a stare sdraiato.
Dopo 11 ore ha chiesto di andare in bagno e poiché non riusciva ancora a stare in piedi da solo ed è stato aiutato.
Racconta di avere visto nelle sue visioni l’inizio dei tempi, il big bang, l’evoluzione alla vita unicellulare e dei dinosauri.
Ore 21.00
Chiede altro tè, dal giorno prima non ha mangiato e ha bevuto solo due tazze di tè.
Per tutto il giorno non ha mai parlato di droga o di metadone.
Ore 22.00
Andiamo tutti a dormire, lui è ancora come nelle ore precedenti sdraiato al buio con gli occhi chiusi, in silenzio, ma sveglio.
Ore 5.00 14/12/1997
Durante la notte “Y” non ha mai dormito e questo era previsto dall’effetto dell’ibogaina(2), ma poi sono ricominciati gli sbadigli e i brividi, questa volta con agitazione e anche tremori, “Y” manifesta l’intenzione di andarsene appena possibile, incomincia a chiedere del metadone. Alla fine decide di tenere duro e provare a sopportare, sotto consiglio dell’operatore e del sottoscritto che gli assicura di non permettere che cada in una crisi più grave di quella che già stava sopportando(3).
L’operatore gli ha suggerito di prendere del valium, ma lui ha rifiutato(4).
Dalle Ore 8.30 alle ore 11.00
Come prima, non riesce a superare l’agitazione, ma i sintomi non sono peggiorati, vuole continuare a tenere duro.
Accetta una pastiglia di mylan-477 (valium) e un’ora dopo riesce a sonnecchiare.
Ore 13.00 sonnecchia e rimane ancora sdraiato a letto.
Ha ingerito un mandarino e una brioche con una tazza di tè.
Ore 14.00
Si è alzato dal letto, ma non sta bene, dice che i sintomi vanno e vengono, rifiuta un’altra pastiglia di mylan-477 (valium).
Ore 14.20
Chiede ripetutamente di avere del metadone e infine ne prende 10mg, l’operatore è contrario(5), ma lui è abbastanza in crisi: tira lunghi sospiri, sta seduto in avanti con la testa vicino alle ginocchia, le spalle incassate e le braccia incrociate strette.
Ore 15.30
Adesso è rilassato, parla molto più di prima e comincia a mangiare qualcosa.
Ore 16,30
Sembra rilassato e parla volentieri, è suo desiderio tornare a casa al più presto.
Il sapore e l’odore del tabacco gli da fastidio.
Vuole uscire a fare una passeggiata.
Desidera prendere altri 10mg di metadone.
Ore 20,30
Sta abbastanza bene ed esce a mangiare una pizza.
Durante la notte tutto è normale.
Ore 5.30 15/12/1997
Il fax sveglia tutti, il nostro “Y” ha dormito dalle 22.00 della sera prima, questa mattina si sente bene anche se vede ancora del luccichio nel suo campo visivo che attribuisce all’ibogaina.
Alle ore 10.00 prende 20mg di metadone, parla liberamente della sua esperienza e ribadisce l’intento di rimanere al dosaggio di 20mg quando tornerà a casa perché adesso sta bene con quella dose e l’intento di intraprendere al più presto un programma di riabilitazione nella città in cui vive.

Martedì 16/12/1997
Chiamato al telefono dice che sta bene, che probabilmente 20 mg non sono abbastanza per lui e che dovrà aumentare la dose, che è intenzionato a portare a termine il programma di riabilitazione.

Nota (1): Durante alcune conversazioni Y mi ha detto che ha provato molte volte a smettere di drogarsi e una volta 3 anni addietro è rimasto per un anno e mezzo “pulito”.
Nota (2): Pare che durante e anche dopo il trattamento con l’ibogaina si riduca sensibilmente il bisogno di dormire.
Nota (3): A volte chi non conosce bene la tossicodipendenza, tende a minimizzare l’effetto dei sintomi dell’astinenza e forse questo era il caso dell’operatore, che tuttavia era in buona fede.
Nota (4): I tossicomani non amano il valium, non credono che possa risolvere i loro problemi contingenti anche perché lo hanno già provato svariate volte, arrivano ad usarlo come sostitutivo solo quando non c’è speranza di rimediare altro.
Nota (5): L’operatore era riluttante a somministrare il farmaco anche perché non esiste alcuna documentazione certa sull’interazione tra l’ibogaina e il metadone e i loro dosaggi, quindi si è dovuto iniziare con una dose relativamente bassa e aspettare che gli effetti dessero indicazioni sul da fare.

Considerazioni: questa relazione non è da considerarsi comprovante alcunché, e non ha in alcun modo valenza scientifica, il relatore ha liberamente cercato di riportare quello che appariva ai suoi occhi e spera che le sue annotazioni possano essere utili a stimolare future ricerche e studi più qualificati sul trattamento d’interruzione di dipendenza con l’ibogaina.

L'esperienza di un medico

Laura

Piu vivo

Marc

il primo trattamento di ibogaina in Italie raccontato da Maro dal Porto, 1996

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