Esperienze
Ricerche
Domande e risposte
Letteratura
Trattamento
Contatti

Ibogaine

n PADOVA MATTINO , 1997

La Droga contro le Droghe

Di Karl Naeher

Da secoli la pianta IBOGA è venerata come ‘ponte alla coscienza divina’.
Adesso si scopre la sua forza di guarire la tossicomania.

Dai tempi più remoti i pigmei e altre tribù dell’Africa Equatoriale venerano un cespuglio con dei baccelli arancioni come pianta divina.
"Eboka" significa: "legno miracoloso". La definizione biologica è TABERNANTHE IBOGA, della famiglia delle APOCYNACEAE. La particolarità è l’effetto dell’estratto della radice: Causa una ebbrezza considerata sacra che corrisponde ad un "viaggio mistico-visionario".
Ma quello che interessa oggi ai medici e agli scienziati è l’effetto di un alcaloide estratto. Si rivela come un rimedio molto efficace contro tutti generi di tossicomania: dalla dipendenza all’alcol, alla nicotina, all’eroina, alla cocaina, al metadone ed altre.
I rapporti della "International Coalition for Addict SelfHelp" (ICASH),- una organizzazione privata che si occupa della ricerca sull’Ibogaina, sui trattamenti e altre forme terapeutiche - indicano che il 75% dei pazienti sono usciti dalla loro dipendenza dopo solo un trattamento affiancato da una psicoterapia. Sarebbe un risultato che supera tutte le altre terapie conosciute. Una dipendenza fisica o psicologica si "dissolve" senza gli usuali sintomi di astinenza, quindi il segno "anti-droga".


Viaggio psichedelico

Sebbene l’ibogaina è definita come allucinogeno e mostra delle similitudini strutturali con LSD, l’effetto psichedelico è molto differente di quello dell’LSD e non c’è pericolo di un "horrortrip" (viaggio orrendo).
L’impressione ottica o emozionale della vista può essere interrotta volontariamente in ogni momento semplicemente aprendo gli occhi o concentrandosi su qualcosa d’altro. L’importante è che l’ibogaina non può causare una dipendenza psicologica o fisica. Precisamente perché si tratta di un processo esigente fisicamente e di confronto psicologico. E in più: dopo l’ingestione ripetuta l’effetto psichedelico
sparisce.
Questi sono i risultati delle esperienze terapeutiche fino ad oggi. Una ricerca esauriente per scoprire tutti i rischi eventuali non è stata ancora completata.


Autoesplorazione

Negli anni 60 lo psichiatra cileno Dr. Claudio Naranjo ha intrapreso degli studi estesi sul beneficio dell’ibogaina nella psicoterapia alla "University of Berkely", California. Il Dr. Naranjo divide l’effetto in tre fasi: una di disintegrazione dell’ego, caratterizzata da uno stato di "sogno cosciente", in cui i contenuti del subconscio affiorano alla coscienza.
Secondo una fase di integrazione in cui gli avvenimenti della prima fase diventano assimilati cognitivamente. E una terza fase di veglia intensa.
Quasi sempre si trascorrono delle emozioni intense, ma mai insopportabili. Un eventuale intervento psicologico è facilitato dal fatto, che il paziente rimane sempre capace di comunicare e in grado di fermare ogni visione volontariamente.
Un gran numero di persone la paragona a una psicoterapia intensa. "Hai di fronte, esposta chiaramente, tutta la tua patologia psicologica di fondo. Così puoi comprendere perché hai usato delle droghe.", dice Howard Lotsof. "Le droghe non sono un problema, sono il sintomo di un problema, l’ibogaina ti da la possibilità di vedere qual è il problema, elimini il
problema e riacquisti una consapevolezza della mente, del corpo, e del rapporto sbagliato che avevi con la droga....La tua vita sembra un film, facendoti vedere dove hai sbagliato nella vita e come fare per correggerti".

Il manifesto, Extra,La comunione

Il manifesto, Extra

Le mie osservazioni sull'ibogaina

Boll.SISSC,La mia iniziazione al Buiti

Padova Mattino

Introduzione | Esperience | Ricerche | Domande e risposte | Letteratura | Trattamento | Contatti | Sitemap

Contatti: ibeginagain@aol.com 1-888-243-4793
© 2003. All Rights
Reserved.