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Ibogaine

Pagina a cura di
Nando Melillo
(volontario del gruppo di S.I.M.S.)

”Marc”
Maschio, 32 anni, residente a New York

Dei quattro soggetti descritti nella relazione, Marc e quello che e rimasto più a lungo in lista d’attesa. Ha contattato I’ICASH per la prima volta nel novembre 1989 chiedendo aiuto per il suo problema con l’eroina e la cocaina. Aveva sentito parlare del procedimento a base di ibogaina da due amici, entrambi i quali erano stati trattati con risultati positivi. Al momento del suo primo contatto Marc usava eroina e cocaina da sette anni, duranti i quali aveva fumato, sniffato e iniettato entrambe le sostanze. All’epoca del primo colloquio spendeva circa 100 dollari al giorno in droghe. Da allora. Marc e rimasto in contatto con il nostro ufficio. Nel corso degli ultimi anni, diversi suoi amici sono morti in seguito all’assunzione di droghe, tra cui il suo migliore amico, mortogli tra le braccia. Questi eventi lo hanno spinto ad iscriversi ad un programma di trattamento per pazienti esterni alla Reality House Inc, di Harlem, dove gli veniva somministrato metadone. Malgrado l’inserimento in un programma a base di metadone ed i trattamenti di agopuntura due volte alla settimana, Marc continuava ad usare regolarmente eroina e cocaina. Ciononostante il programma aveva un effetto stabilizzante su di lui e migliorava il suo atteggiamento nei confronti di se stesso. il suo aspetto generale ed il suo senso di autostima. Marc voleva comunque liberarsi del metadone ed arrestare il circolo vizioso che lo portava ad assumere una quantità sempre maggiore di droghe. Continuava a chiamare e a fare regolarmente visita all’ufficio dell’ICASH nella speranza che si presentasse l’opportunità di sottoporsi al trattamento. Un ostacolo era rappresentato dal fatto che Marc era totalmente privo di risorse, eccetto per il magro assegno mensile che riceveva dalla pubblica assistenza. Doveva quindi aspettare che si presentasse l’opportunità di prendere parte ad un progetto di ricerca finanziato da un ente pubblico o da un’università, oppure la possibilità di raggiungere l’Europa insieme ad un paziente pagante. Uno degli obiettivi di Reality House, per il quale si distingue dalla maggior parte dei programmi a base di metadone, e ”Dal metadone all’astinenza”. Presso il centro, che ha cooperato con I’ICASH durante I’intero periodo, Marc trovava quindi pieno appoggio per i suoi tentativi di liberarsi dal metadone. II direttore sanitario di Reality House, Rommell Washington si e anche recato in Olanda per seguire il trattamento di Marc. L’11 gennaio, la sera prima dell’inizio del trattamento, Marc inizia a scrivere un diario, una cronistoria della terapia che mantiene per i successivi due mesi e mezzo. II giorno seguente, descrive I’ibogaina come sostanza che ”sale lentamente”, ma quando inizia ad avere effetto: ”ho cominciato a ricordare cose a cui non pensavo da anni. Ad esempio ad un ragazzo che conoscevo ai tempi del liceo, e poi a fatti accaduti quando avevo due anni, ho visto la mia intera vita davanti a me, tutti i miei sbagli. le ragioni che mi avevano portato a tare quello che faccio”. Al suo ritorno a New York, Marc racconta: ”La cosa che più mi colpisce e il fatto che non ho più voglia di farmi. Ci penso. ma non lo faccio. semplicemente non ho voglia di farlo Non sento più quella voce che da qualche angolo della mente mi dice ’Facciamoci una volta, soltanto una volta’. E piacevole non dover cedere a quella tentazione” Marc torna a Reality House. ”Mi sentivo bene. Mi sono sentito ancora meglio quando sono entrato, ho restituito il mio botticino di metadone e non ne ho voluto altro.’ Dieci giorni dopo il trattamento, Marc scrive nel suo diario: ”Ho una specie di tranquillità mentale ora che non deva più prendere il metadone e che non ho più voglia di farmi. Spero e prego di poter continuare cosi, perché questa esperienza ha un significato più profondo di quanto possa sembrare. Spero di esserne all’altezza”. Dieci giorni dopo il rientro a New York, Marc scrive: ”Non riesco a credere di essere cosi soddisfatto di me stesso, della vita, di quello che f3g riesco a tare. della convinzione di potercela fare, di riuscire ad avere quel lavoro. Posso ottenere quello di cui ho bisogno per andare avanti nella vita” Marc prende quindi in considerazione la relazione tra I’ibogaina ed il suo programma di recupero. ”L’ibogaina mi può indicare la direzione giusta, ma Reality House e gli altri gruppi di sostegno faranno in modo che io ci arrivi. II recupero e una cassetta degli attrezzi e I’ibogaina e soltanto uno dei diversi attrezzi”. Con il passare delle settimane, Marc rimane pulito e con il morale alto. ”E bello non doversi svegliare e come prima cosa bere metadone. La cosa che mi colpisce e quanto mi sento bene. E va meglio di giorno in giorno ’. Comincia ad uscire e divertirsi, come se fosse la prima volta. ”Mi fa stare bene fare le cose, tipo andare al cinema e uscire a cena. Quando sei completamente fuori, la tua vita e come un lungo e buio tunnel. Puoi vedere soltanto in una direzione. La vita e cosi varia e ci sono cosi tante cose da fare, ma con le droghe non te ne rendi conto perché ti interessa soltanto farti”. ”Pensavo a quando ero in Olanda, al modo in cui e stata condotta la conferenza. Mi e piaciuta I’impostazione, tutti erano su un piano paritario, il mio contributo era importante quanto quello dei medici. La cosa che credo sia sbagliata nei trattamenti contro la tossicodipendenza negli Stati Uniti e che anziché lavorare con te. sembra piuttosto che ti dicano cosa devi fare. In un mucchio di posti sono più interessati al proprio assegno mensile che ai tuoi problemi. Penso che per raggiungere un maggior numero di risultati positivi si dovrebbe interagire di più con la persona su basi paritarie. in modo che si senta più umana. più amata e molto più seguita. I programmi di disintossicazione negli Stati Uniti dovrebbero diventare più umani, più comprensivi, non solo posti di lavoro retribuito dove la gente può tirare su qualche soldo. Qggi pensavo - adesso e da un mese che non prendo niente - a quanto sono spaventato. Mi chiedo se ce la posso fare. Non e che non mi senta bene. E solo che mi vengono in mente queste cose e mi sembra di doverle scrivere. Non voglio perdere quello che ho ottenuto finora.’ Marc racconta nel suo diario diversi sogni legati alle droghe. che servono a ricordargli costantemente i problemi con cui si deve misurare. Ho fatto uno strano sogno la notte scorsa. Ero in giro con qualcuno, cercavamo della roba, poi I’abbiamo trovata e ne ho sniffata un po’. Potevo sentirla salire nel naso, nella mia mano. era strano, e mentre lo facevo mi sono detto: non posso farlo, sto mandando all’aria la mia disintossicazione, non posso farlo Ero completamente fuori, poi mi sono svegliato. Mi chiedo che significato abbiano questi sogni. Penso che dimostrino come la dipendenza abbia davvero un controllo su di te e quanto terribile possa essere. Si tratta di qualcosa che mi porterò dietro per il resto della vita, mi chiedo come sarà tra sei mesi. Come sarò nei mesi a venire? Ma più tempo sto pulito. più voglio rimanere pulito e lottare contro la voglia di farmi. Spero solo di riuscirci.” Sei settimane dopo il trattamento. Marc scrive: ”Oggi avevo un’enorme voglia di farmi. Ho davvero pensato di mandare tutto al diavolo e uscire e trovare una busta, ma ho affrontato e gestito la cosa e non mi sono fatto. Ora che penso all’ibogaina e a quello che ha fatto per me, penso a questo: non mi ha tolto la voglia di farmi delle droghe, ma mi ha dato la possibilità di vedere quello che c’e dietro, innanzitutto il perché voglio assumere droghe; mi ha messo in grado di osservare la mia sofferenza in modo distaccato, cosi da consentirmi di vedere i miei errori e da questo trarre la forza per convincere me stesso a dire no alla voglia di farmi”. II 14 marzo, Marc scrive: ”Bene, ora ho superato i due mesi pulito, e pazzesco Non ho mai pensato che avrei potuto dire una cosa del genere. Ho ancora voglia di farmi. ma non lo faccio”. Ma due giorni dopo, lo fa. ”La notte scorsa mi sono fatto una busta di roba. Non I’ho scritto perché mi vergognavo di me stesso. Ora sono confuso. Non so cosa pensare. Non mi piace come mi sento. Prima, semplicemente mi facevo e basta. Ora mi sento strano. Mi devo soltanto tirare su, darmi una regolata, andare avanti e fare quello che devo fare. Cioè esaminare quello che sto facendo e capire cos’e che non va nella mia disintossicazione nella misura in cui cio dipende da me. Lo stimolo a fare uso di droghe e qualcosa con cui mi dovrò confrontare per il resto della mia vita.” Una settimana dopo, Marc conclude nel suo diario: ”Ci sono alcune cose che vorrei dire sugli ultimi mesi. Innanzitutto, per quanto riguarda I’ibogaina è stata I’esperienza più incredibile che io abbia mai vissuto. Devo dire che e stata una delle svolte più decisive della mia vita. Mi ha offerto la possibilità di guardare al mio passato senza emozioni e mi ha consentito di esaminare tutto quanto e successo nella mia vita, tutto cio che penso mi abbia portato dove mi trovo oggi. Sono riuscito a guardare in faccia la mia sofferenza e a separarmene. Non credo che riuscirei a farlo con un normale terapista, oppure ci metterei un tempo lunghissimo. Per me, il sollievo dalla sofferenza, da una vecchia sofferenza, e stato come la revoca di una condanna all’ergastolo. E’stato grandioso. E stata la cosa più bella che mi e successa durante la disintossicazione. Voglio ricordare pero che I’esperienza con I’ibogaina non e stata la sola responsabile del mio recupero. Se non fosse stato per Reality House, sarei morto già da tempo, come tanti miei amici. Non credo che tornerò mai ad essere quello che ero, la direzione da seguire e avanti, e so cosa devo fare’. Tre mesi dopo il trattamento iniziale, Marc chiede di essere risottoposto al trattamento sostiene di non essere ridiventato dipendente, benchè utilizzi eroina in diverse occasioni. La sua richiesta di un secondo trattamento è dunque una misura preventiva. Viene organizzato il viaggio e Marc si sottopone ad un secondo trattamento. Sei mesi dopo il trattamento iniziale, Marc si iscrive e viene ammesso al college, che inizierà in autunno. I campioni di urina che continua a fornire regolarmente a Reality House risultano sostanzialmente privi di eroina, cocaina o metadone. Malgrado l’uso occasionale di droghe, annoveriamo comunque Marc tra i casi che hanno dato risultati positivi. Non e più tossicodipendente, ha una chiara visione dell’orientamento che vuol dare alla sua vita e riesce ad agire come non era in grado di fare prima.

L'esperienza di un medico

Laura

Piu vivo

Marc

il primo trattamento di ibogaina in Italie raccontato da Maro dal Porto, 1996

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